Advertisement
Home

Ultime dal Forum !

La Vipera Stampa
Scritto da Edoardo   
Monday 14 January 2008
ImageVIPERA COMUNE O ASPIDE   VIPERA ASPIS(LINNEO,1758)

Diffusione:è diffusa in quasi tutto il nostro territorio (ad esclusione della Sardegna e della maggior parte delle isole minori). Sono differenziate tre sottospecie:la Vipera aspis atra(Meisner)in piemonte,Valle d'Aosta e Liguria nord occidentale...

la Vipera aspis francisceredi (Laurenti) nelle altre regioni settentrionali(e nel Piemonte orientale e meridionale)e in tutta la penisola fino alla Campania; la Vipera aspis hugyi(Schinz)in puglia,basilicata,Calabria e Sicilia.A questa stessa sottospecie apparterrebbe la popolazione dell'isola di Montecristo.

Aspetto:non esiste una colorazione-tipo per le nostre Vipere: il colore di fondo e la disposizione,se presenti, delle macchiature odelle striature sono variabilissimi, anche nellastessa popolazione.

L'apice del muso è rialzato,il che conferisce un profilo acuto caratteristico;sono presenti due file di piccole squame tra l'occhio e le sopra labiali; la lunghezza media degli esemplari adulti si aggira sui 60-70cm,ma si conoscono individui eccezionali al di sopra degli 80cm e fino a 95cm.

Biologia e comportamento: si può rinvenire praticamente in ogni abiente italiano, con vuoti di distribuzione in vaste aree della pianura padano-veneta (per estinzione recente) e al di sopra dei 1500mt sulle Alpi. Il periodo di attività annuale si estende da aprile a ottobre.E'una specie abbastanza stazionaria e compie tutte le fasi vitali in un ambito territoriale ristretto, al più i maschi si allontanano per esigenze trofiche sui 150-300mt; le femmine invece rimangono in prossimità del rifugio invernale o nell'area di riproduzione, dove oltre rifugi occasionali è possibile raggiungere facilmente punti per la termoregolazione.

In aprile-maggio si anno gli accoppiamenti,preceduti a volte da scontri molto ritualizzati tra i maschi e da una fase di "corteggiamento"in cui il maschio sembra leccare tutto il corpo della femmina (in effetti cerca di sentire, toccando con la lingua, se la femmina in questione è recettiva o meno) Le femmine difatti non sono recettive tutti gli anni, data l'onerosità per esse della riproduzione; essendo ovovivipare, difatti, devono mantenere le uova all'interno dell'ovidutto e facilitare l'evoluzione degli embrioni riscaldandosi il più possibile. In questo modo sono più visibili e più esposte a eventuali predatori, inoltre l'ingrossamento degli embrioni comprime l'apparato digerente,sicchè presto diventa impossibile l'alimentazione. La fase critica si protrae fino a tutto agosto, le nascite si hanno però di solito tra metà settembre e ottobre; i piccoli, di solito da 5-9, sono subito autosufficenti e possono, tempo permettendo, già ricercare le loro piccole prede.

Anche le femmine tentano di recuperare parte delle energie ponendosi in caccia prima che iprimi freddi le costringano, fortemente debilitate, a cercare un riparo per l'inverno.

Alimentazione: I giovanissimi sembrano ricercare preferibilmente giovani lucertole, anche se nei luoghi umidi sono state osservati predare piccole rane. Gli adulti invece si rivolgono in massima parte ai piccoli mammiferi (topi ragno, arvicole, topolinoi selvatici) e nel caso a nidiacei di uccelli terricoli o implumi caduti dal nido.

Rapporti con l'uomo: se non fosse per l'apparato del veleno, probabilmente le vipere non sarebbero così interessanti; certo la loro pericolosità ci impone di conoscerle a fondo, non per meglio distruggerle, ma per capirne il comportamento, la distribuzione e le potenzialità vitali,oltre che l'importanza come efficaci controllori dei piccoli roditori nell'ambiente naturale.

Il loro veleno è una sostanza a composizione particolarmente complessa con diverse azioni tossicologiche. Essenzialmente è formato da una miscela di proteine enzimatiche e non,di lipidi,di peptidi e cationi metallici. In passato al loro veleno si riconosceva un'azione essenzialmente emotossica, oggi si sono riconosciuti effetti plurimi:proteolitici,coagulanti, emolitici e neurotossici.L'azione proteolitica si esplica con la vasodilatazione locale e generale,la rapida caduta della pressione sanguigna,il gonfiore e a volte, la necrosi dei tessuti. L'azione coagulante porta alla formazione di microcoaguli nei capillari sanguigni. L'azione emolitica determina la distribuzione dei globuli rossi,con forte eliminazione di emoglobina con le urine e anemia. L'azione neurotossica, infine, porta a paralisi muscolari locali o generali e a riduzione delle funzioni sensoriali.

Ecco un video della Vipera Berus:

 

 
< Prec.

Per cominciare

Per cominciare un piccolo glossario sui termini d'uso più comune e sul loro significato... Clicca Qui!
RocketTheme Joomla Templates