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COLUBRO GIALLO VERDE O BIACCO coluber virdiflavus (Lacepèdè ,1789)
Diffusione: è il serpente italiano più diffuso, presente in quasi ogni ambiente e persino nelle grandi città, dove spesso rende la vita difficile ai vigili urbani e pompieri ( chiamati da cittadini terrorizzati per stanare l'animale da cantine e giardini).
Aspetto: ha forme eleganti e una livrea giallo-verde o nera
macchiata di giallo o completamente nera. In passato gli esemplari di
questo tipo venivano assegnati a una sottospecie a sè (carbonarius)
oggi disconosciuta visto che le forme melanotiche sono più o meno
diffuse all'interno delle tipiche.Sembra comunque che il melanoticismo
sia più diffuso nelle regioni orientali e in meridione.Il ventre è
invece bianco-giallastro o grigiastro, senza macchie.La lunghezza del
corpo può superare i 150 cm , ma di questi individui sono sempre più
eccezionali e la media per gli adulti è di 110-130 cm.
Biologia e comportamento: è un serpente agilissimo a terra e
all'occorrenza anche in acqua; tranne che nei periodi di latenza
invernale e nei mesi primaverili (coincidenti di solito con le prime
uscite e gli accoppiamenti, che si hanno tra maggio e giugno), conduce
una vita solitaria.Il periodo di attività annuale va da fine marzo a
tutto ottobre; le femmine depongono 6-12 uova da fine giugno a metà
luglio sotto pietre o in cavità di muretti o del terreno.I piccoli
nascono verso la metà di agosto e sono lunghi sui 20-25 cm.
Alimentazione: con l'età aumenta lo spettro alimentare di questo
colubro, che mentre da giovanissimo si accontenta di insetti e piccole
lucertole, da adulto caccia attivamente topi e giovani ratti,lucertole
e ramarri, piccoli uccelli e altri serpenti ( occasionalmente anche
vipere ).Nelle zone più antropizzate la sua presenza è di solito
collegata a una infestazione di topi, di cui è un ottimo controllore.
Rapporti con l'uomo: è un serpente ben conosciuto, che
regionalmente viene chiamato con vari nomi, come milordo o milordone
(elegante), carbone o carbonaz, frustone, anza, scorzòn, bis verd
ecc.La sua indole è particolarmente battagliera, e se messo alle
strette o calpestato, non esita a lanciarsi a bocca aperta
sull'aggressore, divincolandosi furiosamente e tentando di mordere
ripetutamente.
Il suo morso è però completamente innocuo e procura al più lacerazioni
superficiali. I giovani capitano spesso nelle case, sopratutto se in
campagna o prossime a incolti e parchi frequentati dalla specie;
insidiando le piccole lucertole presso i muretti si infilano spesso in
fessure a cavità, finendo così come sgraditi ospiti nelle abitazioni.e'
protetto nominalmente in parecchi Paesi europei e in diverse regioni
italiane, ma questo non lo salva da assurde persecuzioni che lo fanno
sterminare anche dove il livello culturale dovrebbe ormai avere
garantito un minimo rispetto per la natura (nei pressi di Milano, negli
anni trascorsi 1989-90, sono state organizzate vere e proprie cacce al
serpente per stanare ed eliminare una nutrita popolazione di questi
colubri, e l'aiuto proposto da naturalisti per smuoverli ed evitarne
l'uccisione è stato volutamente ignorato, mentre si è verificato un
massacro in spregio totale alle organizzazioni animaliste).
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