I Gigli fanno parte della famiglia delle Liliaceae.
Sono piante bulbose, semplici da curare, che producono in primavera-estate dei
fiori dai colori molto accesi, spesso fragranti. Possono essere coltivati in
vaso, e sono molto apprezzati per la produzione di fiori da recidere. Tali
fiori sono portati su un unico stelo, e possono essere eretti o penduli, a
imbuto, a tromba o a coppa, con 6 petali molto ricurvi. I frutti sono delle
capsule trilobate contenenti dei semi piatti. I Gigli hanno un bulbo carnoso,a
squame separate e prive di tuniche, quindi sono più sensibili a malattie
crittogamiche; le squame rappresentano la sostanza nutritiva del bulbo, e ogni
anno si rinnovano.
Queste piante possono avere una radicazione basale, o emettere
radici avventizie sullo stelo, sopra il bulbo; nel secondo caso (es. L. regale)
sarà necessario piantare il bulbo più in profondità. In particolare, invece, L.
candidum deve essere piantato quasi a livello della terra. I bulbi si possono
piantare in autunno e in primavera; scegliere bulbi sani, carnosi, privi di
lesioni. Piantarli a una profondità corrispondente a due volte la loro altezza;
in località soggette a inverni freddi, proteggerli con della pacciamatura, che
potrà essere utile anche d’estate per mantenere il terreno umido. La grandezza
e il numero dei fiori, così come lo sviluppo della pianta, sono strettamente
correlati con la dimensione del bulbo utilizzato. Il Lilium necessita di
un’esposizione soleggiata, e di un terreno sciolto, soffice, ricco di humus,
con aggiunta di sabbia per favorire il drenaggio, e avente pH da 6 a 6,5;
bisogna garantire una terra fresca e ben drenata per il bulbo, mentre tanta
luce per i fiori. Queste piante hanno bisogno di sostegno quando raggiungono 1m
di altezza, e soprattutto se in presenza di vento. Annaffiare costantemente,
anche dopo la fioritura, allo scopo di mantenere il terreno sempre un po’
umido, senza però eccedere per non favorire le malattie fungine. Quando il
fusto in autunno seccherà, tagliarlo alla base, e si può lasciare il bulbo
interrato. In caso di coltivazione in vaso, si possono togliere i bulbi,
conservarli in luogo asciutto, per poi ripiantarli l’anno seguente; in questo
modo è possibile anche controllare il bulbo, ed effettuare un trattamento
anticrittogamico. Si consiglia comunque di dissotterrare i bulbi ogni quattro
anno per separarli.
La riproduzione si può eseguire tramite talea di squame del
bulbo madre: nel mese di febbraio togliere dal bulbo alcune squame esterne
intere, sane, e disporle in un miscuglio di terriccio e sabbia di fiume in un
luogo buio e fresco, quale una cantina; si formeranno poi dei piccoli bulbi che
potremo così trapiantare in contenitori, e dopo un anno in piena terra. Non sempre
l’attecchimento ha successo, e bisogna attendere qualche anno prima di vederli
fiorire. E’ possibile anche ottenere nuove piante dai bulbilli, o per semina.
Il Lilium può essere attaccato dagli afidi, dal virus della rosetta del
Giglio (le foglie si accartocciano e cadono, la pianta non cresce), dai
nematodi dei bulbi, dai tripidi, e da malattie fungine quali la muffa grigia
(Botrytis cinerea), e da marciumi radicali o da marciume dei bulbi. La crociera
del giglio (Lilioceris lilii), piccolo coleottero rosso, può coprire le piante di
deiezioni, e rosicchiare foglie e fusti.