Il genere Kalanchoe (famiglia Crassulaceae) comprende
piante succulenti, ovvero capaci di accumulare acqua nelle foglie e nei fusti,
aventi foglie molto carnose, a forma cilindrica, ovale o lineare, e fiori
tubulosi o campanulati, riuniti in infiorescenze. Una particolarità di molte
specie è quella di emettere pianticelle dal margine dentellato delle foglie. Il
fogliame si mantiene anche per anni. Le Kalanchoe sono solitamente piante
facili da coltivare, hanno bisogno però di un clima mite, di un terreno ben
drenato, e di un’esposizione molto luminosa per poter ammirare una colorazione
più intensa di fiori e foglie. In estate evitare di esporre queste piante in
pieno sole, per un eventuale rischio di bruciature.
Annaffiare costantemente dalla primavera all’autunno,
lasciando però asciugare il substrato tra una bagnatura e un’altra, mentre con
moderazione in inverno, solo quando il terreno si presenta del tutto asciutto. Aggiungere
ogni tre settimane del fertilizzante liquido all’acqua per le annaffiature. Essendo
coltivate spesso in appartamento, si consiglia di tenerle lontane dai
termosifoni in inverno, e di evitare sbalzi termici; la temperatura ideale è di
circa 18 gradi centigradi.
Rinvasare solo quando la pianta ha occupato tutto lo spazio
a sua disposizione in vaso, e solo una volta terminata la fioritura,
utilizzando un terriccio per Cactaceae o per piante grasse. Eliminare i fiori
appassiti per favorire il getto di nuovi steli.
La moltiplicazione può avvenire tramite seme, o per
trapianto di germogli o per talea di fusto, in primavera-estate.
Avversità: cocciniglia, marciume delle foglie se troppo bagnate in
inverno.